La Storia del Nostro Mulino

Foto recuperata dal gruppo facebook "Mattinata Ieri"
Dall'Energia alla Cartoleria: Storia del "Mulino a Colori" di Mattinata
La storia del "Mulino a Colori" a Mattinata è un affascinante racconto di imprenditoria, progresso e riscoperta, radicato nella storia locale tra Monte Sant’Angelo e la costa.
L'Era dell'Elettricità: L'Iniziativa di Nicola Basso
Tutto ebbe inizio nel 1907, quando Nicola Basso, un intraprendente imprenditore originario di Monte Sant'Angelo, decise di avviare un’attività pionieristica a Mattinata, all'epoca ancora una frazione. Il suo progetto era ambizioso: la produzione e fornitura di energia elettrica. Installando un generatore diesel, Basso diede per la prima volta la luce, un servizio essenziale, sia all'utenza privata che a quella pubblica del piccolo centro abitato.
Nonostante l'importanza storica dell'iniziativa, il modello di business presentava limiti significativi. La richiesta di energia era circoscritta principalmente alle ore serali, un fattore che inevitabilmente riduceva i profitti e limitava il ritorno sull'investimento iniziale.
Dalla Luce alla Farina: L'Integrazione Produttiva
Per massimizzare l'uso della centrale e ottimizzare i costi, Nicola Basso scelse di affiancare alla produzione energetica un’attività più tradizionale e costante: la macinazione del grano. Nello stesso complesso fu impiantato un mulino a palmenti, garantendo che l'infrastruttura di generazione fosse sfruttata al meglio, specialmente durante il giorno.
Questa duplice attività—luce e farina—proseguì per quasi mezzo secolo, con l’opera portata avanti anche dai figli di Nicola, Luigino e Michele.
Il Declino e l'Abbandono
Il destino della centrale elettrica mutò con il progresso e l'evoluzione amministrativa. Quando Mattinata ottenne la propria autonomia da Monte Sant'Angelo, le nuove amministrazioni locali conclusero accordi affinché la rete elettrica, ormai vetusta e gestita privatamente, fosse acquisita e gestita da un ente pubblico più strutturato.
L’obsolescenza della centrale di Basso la declassò; per alcuni anni, la sua funzione fu limitata a produrre energia esclusivamente per il funzionamento interno del mulino. Successivamente, anche quest'ultima attività cessò del tutto. L'immobile, ormai inutilizzato, passò in eredità a cugini e procugini, cadendo infine in un prolungato stato di abbandono.
La Riqualificazione e la Nuova Vita
L'immobile è risorto grazie a una lodevole iniziativa di riqualificazione promossa dai cugini Renzino, Nicola e Pasqua Maria Basso. Il progetto prevedeva una destinazione d'uso mista: i piani superiori furono convertiti in civili abitazioni, mentre il piano terra e il seminterrato vennero riservati ad attività commerciali.
In un gesto significativo, Renzino Basso donò la parte commerciale (piano terra e seminterrato) al figlio Luigi. Luigi, già attivo da anni nel campo delle arti grafiche, decise di dedicare il seminterrato alla sua professione.
Per il piano terra, data la vicinanza strategica a diversi edifici scolastici, si optò per l'apertura di una cartoleria.
La Nascita del
"Mulino a Colori"
Il momento della ridenominazione fu cruciale. Volendo abbracciare la vibrante realtà dei materiali da disegno, degli articoli scolastici e del mondo della cartoleria, il proprietario scelse un nome evocativo. Poiché il luogo era sempre stato identificato nel toponimo popolare come "mulino", si decise di riprenderne la radice storica, aggiungendo un riferimento al nuovo contesto: nasce così "Il Mulino a Colori", un ponte ideale tra il passato produttivo e il futuro creativo della borgata di Mattinata.